Il Rinascimento fu un’epoca di grandi cambiamenti e scoperte anche in campo medico.

Durante il Medioevo, infatti, i medici avevano una conoscenza decisamente scarsa del corpo umano in quanto era proibito studiarlo dal vero: i cadaveri non potevano essere usati allo scopo perché il corpo apparteneva a Dio anche dopo la morte.

Il susseguirsi di gravi pestilenze che di volta in volta decimavano la popolazione, portò alla svolta.

Le autopsie nel Rinascimento e il trattato di anatomia di Andrea Vesalio

Poiché le pestilenze erano piuttosto frequenti e avevano sempre gravi conseguenze, nel ‘500, proprio per facilitare la ricerca in tal senso, si abolì il divieto di studiare i cadaveri.

Da quel momento in poi  le autopsie divennero una prassi comune per i dottori.

Questa pratica, consolidatasi nel giro di poco tempo, consentì all’anatomista fiammingo Andrea Vesalio di realizzare le sue tavole anatomiche regalando così al mondo intero il primo libro di anatomia della storia, il De humani corporis fabrica.

Questo testo rivoluzionario fu la base dalla quale alcuni celebri anatomisti come Michele Serveto, Matteo Realdo Colombo e William Harvey partirono per giungere ad una scoperta essenziale per la medicina, ovvero l’apparato circolatorio e il compito fondamentale del cuore nel sistema di pompaggio del sangue dal centro alla periferia del corpo (Foto da: simlaweb.it).

Condividi l'articolo:

Leave A Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

About the Author: Maria Paola Macioci