PillolediStoria.it – Blog dedicato alla storia https://www.pilloledistoria.it PillolediStoria.it Sito dedicato alla preistoria, storia antica, medioevo, storia moderna, storia contemporanea e notizie curiose Fri, 19 Jun 2020 06:38:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5 Casa Leopardi Recanati: Aprono al Pubblico le Stanze Private di Giacomo https://www.pilloledistoria.it/13109/eventi/casa-leopardi-recanati-stanze-private-giacomo https://www.pilloledistoria.it/13109/eventi/casa-leopardi-recanati-stanze-private-giacomo#respond Fri, 19 Jun 2020 06:24:59 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13109 Casa Leopardi Recanati: stanza da letto del poeta La notizia è di quelle belle davvero: da ieri, 18 Giugno 2020, Casa Leopardi a Recanati ha aperto al pubblico le stanze private di Giacomo. Proprio quelle in cui il grande poeta trascorse l'infanzia e la giovinezza tra famiglia, speranze e "sudate carte". Sarà finalmente [...]

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Casa Leopardi Recanati

Casa Leopardi Recanati: stanza da letto del poeta

La notizia è di quelle belle davvero: da ieri, 18 Giugno 2020, Casa Leopardi a Recanati ha aperto al pubblico le stanze private di Giacomo.

Proprio quelle in cui il grande poeta trascorse l’infanzia e la giovinezza tra famiglia, speranze e “sudate carte”.

Sarà finalmente possibile visitare, oltre alla grande biblioteca voluta da Monaldo, nella quale il dotatissimo rampollo spese gran parte delle sue giornate, anche gli spazi in cui egli mangiava, dormiva, conversava e divertiva i fratelli Carlo e Paolina con racconti frutto della sua fervida fantasia.

Si avvera un sogno comune a tutti coloro (me compresa) che amano Giacomo Leopardi.

Casa Leopardi Recanati: l’inaugurazione e le parole della pronipote del poeta

Casa Leopardi Recanati

Palazzo Leopardi: biblioteca e busto del poeta

Si è espressa proprio in questi termini, non a caso, Olimpia Leopardi, all’inaugurazione tenutasi nella giornata di ieri.

La figlia dello scomparso conte Vanni, ideatore del progetto, ha affermato che “dopo duecento anni, la nostra famiglia apre spazi che, fino ad oggi, erano a nostro uso esclusivo e, soprattutto, la serie di ambienti che sono stati per lungo tempo il desiderio proibito di ogni appassionato di Giacomo Leopardi, le Brecce, ovvero i suoi appartamenti”.

Sarà un’emozione senza pari poter vedere, fra l’altro, la stanza da cui l’artista poteva contemplare le “vaghe stelle dell’Orsa”, i giardini e la galleria con le collezioni d’arte.

Un immenso regalo che la famiglia fa a tutti noi, dandoci la possibilità di conoscere da vicino il Leopardi intimo e quotidiano.

Dopo mesi difficili l’Italia riparte da ciò che da sempre la rende unica al mondo: la sua storia, la cultura che esprime e l’arte che è capace di creare.

Informazioni e prenotazioni

Il percorso “Ove abitai fanciullo” non può mancare nel bagaglio delle nostre conoscenze.

Vi ricordo che le stanze sono visitabili solo su prenotazione dal Martedì al Venerdì chiamando il numero 339 2039459.

Altre informazioni le trovate a questo link: https://www.giacomoleopardi.it/ove-abitai-fanciullo/ (Foto da: altrogiornalemarche.it e r101.it).

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Vini Medicinali: nel XV Secolo ci si Curava anche così https://www.pilloledistoria.it/13101/storia-moderna/vini-medicinali-xv-secolo https://www.pilloledistoria.it/13101/storia-moderna/vini-medicinali-xv-secolo#respond Fri, 12 Jun 2020 02:12:30 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13101 Un uomo beve uno dei vini medicinali tanto in voga nei secoli passati Nei secoli passati, quando le conoscenze mediche erano pressoché scarse o nulle, ci si curava con ciò che si aveva a disposizione e, tra i "farmaci" comuni, c'erano anche i cosiddetti vini medicinali. Il vino era sempre alla base del [...]

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vini medicinali

Un uomo beve uno dei vini medicinali tanto in voga nei secoli passati

Nei secoli passati, quando le conoscenze mediche erano pressoché scarse o nulle, ci si curava con ciò che si aveva a disposizione e, tra i “farmaci” comuni, c’erano anche i cosiddetti vini medicinali.

Il vino era sempre alla base del rimedio, ma ad esso venivano aggiunti altri ingredienti a seconda del risultato che si voleva ottenere.

La Ca’ Granda, che alla fine del ‘400 era un ospedale all’avanguardia di Milano, ci ha lasciato importanti testimonianze in tal senso.

Il suo archivio infatti, è una fonte inesauribile di documenti e trattati medici.

Uno di essi è esclusivamente dedicato alla preparazione dei vini medicinali, giudicati utili a contrastare vari malanni.

Ecco i più utilizzati.

Il vino all’oro spento depurava il sangue, guariva dall’epilessia e dava sollievo ai lebbrosi.

Il vino fenicolato era considerato ottimo per migliorare la vista non più brillantissima delle persone anziane.

Il dolce e gradevole vino granato si avvaleva degli effetti benefici (reali) del melograno.

Tra il XV e il XVI secolo, lo si adoperava contro le febbri pestilenziali e il colera.

Inoltre, si pensava che migliorasse lo stato di salute delle braccia e delle gambe.

Il vino mirabile era una sorta di “antidepressivo”, poiché buono contro la “malinconia”.

Si riteneva valido anche per la salute de fegato e per limitare l’eccessiva collera.

Infine c’era il vino rosmarinato, da bere in caso di febbre, tisi e, addirittura, cancro.

Come se non bastasse, questo vino addizionato con rosmarino era considerato d’aiuto per migliorare la fertilità e in caso di inappetenza.

E’ bene precisare che, sebbene fosse il più delle volte blando, tali vini medicinali avevano davvero sull’organismo un effetto benefico, tanto che la loro preparazione è proseguita anche nei secoli successivi (Foto da: donnemagazine.it).

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Antonio Latini: il Cuoco che Decretò il Successo dei Pomodori a Tavola https://www.pilloledistoria.it/13091/storia-moderna/antonio-latini-cuoco-pomodori-a-tavola https://www.pilloledistoria.it/13091/storia-moderna/antonio-latini-cuoco-pomodori-a-tavola#respond Thu, 11 Jun 2020 00:44:47 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13091 L'inizio del successo dei pomodori a tavola si deve al cuoco marchigiano ma trapiantato a Napoli Antonio Latini, vissuto nel '600. Se è vero infatti che il pomodoro, declinato in una miriade di ricette e varianti, è uno degli alimenti tipici della nostra gastronomia, è altrettanto vero che non è stato sempre così. Questi ortaggi [...]

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Antonio LatiniL’inizio del successo dei pomodori a tavola si deve al cuoco marchigiano ma trapiantato a Napoli Antonio Latini, vissuto nel ‘600.

Se è vero infatti che il pomodoro, declinato in una miriade di ricette e varianti, è uno degli alimenti tipici della nostra gastronomia, è altrettanto vero che non è stato sempre così.

Questi ortaggi squisiti e versatili, arrivarono in Europa dopo la scoperta dell’America, ma non incontrarono immediatamente il gusto delle persone (vedi anche: https://www.pilloledistoria.it/9675/storia-moderna/tavola-nellitalia-rinascimentale-cosa-si-mangiava).

Molti li consideravano addirittura “velenosi” o, al massimo, cibo adatto solo ai poveri.

Insomma, per oltre un secolo, i pomodori nel Vecchio Continente vennero usati quasi esclusivamente come pianta ornamentale (esattamente come accadde per le patate).

Tutto cambiò grazie ad Antonio Latini.

Il lungimirante chef fu il primo ad elaborare fantasiose ricette a base di pomodori, compresa la salsa.

Grazie a lui finalmente si comprese che non solo essi avevano un ottimo sapore, ma si prestavano anche a numerose sperimentazioni.

I primi ad apprezzarne le caratteristiche furono dunque i napoletani, ma da lì al resto d’Europa non ci volle molto.

Bisogna ammettere che Antonio Latini fu decisamente un innovatore in cucina.

Da secoli ormai, i pomodori sono immancabili sulle nostre tavole.

Cosa sarebbe la dieta mediterranea senza questi splendidi frutti della natura? (Foto da: abebooks.it).

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Tatuaggio sulla Spalla Sinistra: la Piccola Trasgressione di Sissi https://www.pilloledistoria.it/13081/storia-contemporanea/tatuaggio-trasgressione-sissi https://www.pilloledistoria.it/13081/storia-contemporanea/tatuaggio-trasgressione-sissi#respond Wed, 03 Jun 2020 23:29:50 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13081 Sissi interpretata da Romy Schneider. L'Imperatrice aveva un tatuaggio Ve la immaginate la bellissima, diafana ed irraggiungibile Sissi con un tatuaggio? Probabilmente no, ma vi sbagliate. La principessa più fiabesca di sempre fu in realtà molto meno felice e zuccherosa di come la raccontano i film (vedi anche: https://www.pilloledistoria.it/9055/storia-contemporanea/boccoli-principessa-sissi-seta). Elisabetta fu una donna [...]

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tatuaggio sissi

Sissi interpretata da Romy Schneider. L’Imperatrice aveva un tatuaggio

Ve la immaginate la bellissima, diafana ed irraggiungibile Sissi con un tatuaggio?

Probabilmente no, ma vi sbagliate.

La principessa più fiabesca di sempre fu in realtà molto meno felice e zuccherosa di come la raccontano i film (vedi anche: https://www.pilloledistoria.it/9055/storia-contemporanea/boccoli-principessa-sissi-seta).

Elisabetta fu una donna inquieta, spesso insofferente alle regole e alla vita di corte, triste e continuamente alla ricerca di se stessa.

Probabilmente soffriva di depressione, una malattia che all’epoca non era riconosciuta come tale, e di certo il grande dolore per la morte della figlia Gisella prima e del figlio Rodolfo poi, non l’aiutarono a migliorare.

Fatto sta che, a volte, si concedeva anche qualche piccola trasgressione.

Fra queste quella di farsi tatuare, durante un viaggio intrapreso nel 1888, una piccola ancora sulla spalla sinistra.

Può sembrare, e in effetti lo è, una sciocchezza per noi, ma allora e nell’ambiente di cui faceva parte, i tatuaggi non erano certo visti di buon occhio.

La scelta del soggetto si spiega con il grande amore che sempre Sissi ebbe nei confronti del mare e, in particolare, di quello intorno alla Grecia.

Questo piccolo segreto, in pubblico, venne fuori solo dopo la morte dell’imperatrice, uccisa da Luigi Lucheni nel 1898.

Ne era però evidentemente al corrente la figlia Maria Valeria, come dimostra una sua lettera scritta nel Dicembre del 1888.

In essa la ragazza scrive: “molto originale e per niente affatto così orribile” proprio in riferimento al piccolo tatuaggio appena fatto dalla augusta madre (Foto da: raiplay.it).

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Polemica Nord/Sud d’Italia: “E’ Colpa dei Meridionali se il Sud è più Povero del Nord”? Una Risposta a Vittorio Feltri https://www.pilloledistoria.it/13065/notizie/polemica-nord-sud-ditalia-e-colpa-dei-meridionali-se-il-sud-e-piu-povero-del-nord-una-risposta-a-vittorio-feltri https://www.pilloledistoria.it/13065/notizie/polemica-nord-sud-ditalia-e-colpa-dei-meridionali-se-il-sud-e-piu-povero-del-nord-una-risposta-a-vittorio-feltri#respond Tue, 19 May 2020 04:53:17 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13065 L'eterna polemica Nord/Sud d'Italia L'eterna polemica Nord/Sud d'Italia è tornata in auge qualche settimana fa, come ben saprete, per via delle dichiarazioni rilasciate da Vittorio Feltri. Ospite di un programma televisivo, il famoso giornalista, non nuovo a certe esternazioni, diciamo così, improprie, ha affermato che i meridionali sono "inferiori" rispetto ai settentrionali. Come [...]

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polemica Nord/Sud d'Italia

L’eterna polemica Nord/Sud d’Italia

L’eterna polemica Nord/Sud d’Italia è tornata in auge qualche settimana fa, come ben saprete, per via delle dichiarazioni rilasciate da Vittorio Feltri.

Ospite di un programma televisivo, il famoso giornalista, non nuovo a certe esternazioni, diciamo così, improprie, ha affermato che i meridionali sono “inferiori” rispetto ai settentrionali.

Come facilmente immaginabile, ne è seguito un (giusto a mio avviso) putiferio mediatico.

Feltri ha maldestramente tentato di correggere il tiro, ma il danno era fatto.

L’articolo che segue è stato inviato a Pillole di storia da Maximilian Muek, un ragazzo appassionato di Storia.

Si tratta di una risposta, breve ma articolata e ben strutturata, a quanto affermato da Feltri.

Buona lettura.

 

polemica nord sud d'Italia

Lo storico incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele a Teano

Polemica Nord/Sud d’Italia: facciamo un passo indietro…

I meridionali sono inferiori”…economicamente.

Qualsiasi siano state le intenzioni del direttore di Libero, è giusto chiedersi :”il sud è più povero del nord perché i meridionali sono inferiori agli abitanti del nord Italia?”.

Facciamo un bel salto indietro nella storia, fino all’epoca dei grandi stati nazionali, per intenderci nel diciassettesimo secolo.

L’Italia, dal nord al sud è sempre stata contesa dalle grandi potenze nazionali, si pensa per la sua posizione geografica, strategica per il commercio nel mediterraneo.

Fatto sta che a differenza degli altri stati nazione, come la Francia e l’Inghilterra, non svilupperà una indipendenza fino al 1861, con l’unità d’Italia.

Quindi mentre negli altri stati si sviluppavano le industrie, i commerci e nasceva la borghesia, che favoriva l’economia di questi stessi stati considerevolmente, in Italia si coltivavano solo le terre.

Ciò accadeva perché gli invasori non avevano interessi nel far progredire l’economia italiana, ma miravano solo a sfruttarne il territorio e gli abitanti.

Prima del 1861 il divario non era grave come lo sarà in futuro.

Il nord, grazie all’età comunale e la conseguente formazione di principati, si era distaccato dall’economia feudataria, ormai antiquata in tutta Europa.

Il sud invece era ancora legato a questa struttura che non permetteva la nascita della borghesia, poiché non c’era mobilità nei ceti sociali, e quindi rimase indietro.

Dopo l’Unità d’Italia

polemica nord sud

Nord e Sud d’Italia ancora divisi dopo più di un secolo e mezzo dall’Unità

Nel 1861 nasce l’Italia e, conseguentemente, si cerca di raggiungere il passo del resto dell’Europa.

È proprio qui che succede quello che successe con l’Italia nei secoli precedenti.

Il nord inizia a sfruttare il sud per potersi concentrare sull’avanzamento industriale, attuando una politica poco lungimirante, più che altro mirata a tappare quelli che erano i buchi industriali nel breve termine.

Con l’avvento del ventesimo secolo, le due guerre mondiali sconvolgono l’economia italiana, andando ad impoverirla e producendo un divario ancora maggiore fra nord e sud.

Dobbiamo ricordare che anche la mafia si era andata sviluppando sempre di più nel sud, approfittando della scarsa presenza di istituzioni forti, portando via un’altra grande fetta dell’economia.

Nel dopoguerra vennero passati diversi decreti, che però non limarono le differenze, facendo sparire a poco a poco questa questione dalla riforme politiche.

Quindi no, non è colpa dei meridionali se il sud è più povero.

Tutto è dipeso da una storia che non ci è stata favorevole, ma alla quale non possiamo sfuggire (Articolo scritto da: Maximilian Muek) (Foto da: inuovivespri.it, vivavoceweb.com e korazym.org).

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Giovanni XII: un Giovane Papa Lussurioso e Violento https://www.pilloledistoria.it/13051/medioevo/giovanni-xii-giovane-papa-lussurioso-violento https://www.pilloledistoria.it/13051/medioevo/giovanni-xii-giovane-papa-lussurioso-violento#respond Wed, 06 May 2020 06:33:33 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13051 Giovanni XII incontra l'Imperatore L'articolo che segue riguarda la controversa figura di Giovanni XII, uno dei papi più dissoluti della storia della Chiesa. E' stato inviato a Pillole di Storia da Mauro Napoliello, già autore di questo articolo: https://www.pilloledistoria.it/13029/medioevo/vivere-nellalto-medioevo-manuale-di-sopravvivenza. Nel ringraziarlo del contributo, invito voi lettori a dare subito un'occhiata al post: il [...]

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Giovanni XII

Giovanni XII incontra l’Imperatore

L’articolo che segue riguarda la controversa figura di Giovanni XII, uno dei papi più dissoluti della storia della Chiesa.

E’ stato inviato a Pillole di Storia da Mauro Napoliello, già autore di questo articolo: https://www.pilloledistoria.it/13029/medioevo/vivere-nellalto-medioevo-manuale-di-sopravvivenza.

Nel ringraziarlo del contributo, invito voi lettori a dare subito un’occhiata al post: il personaggio è decisamente interessante e fuori dal comune!

Buona lettura.

 

 

Giovanni XII

Ritratto di Papa Giovanni XII

Da sempre siamo stati abituati a pensare che il mondo della Chiesa sia avvolto da un velo di bontà e misericordia.

Preti, vescovi cardinali e papi, sono i portavoce di concetti di umanità e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Effettivamente, ai giorni nostri all’incirca è così che funziona, ma in passato le faccende ecclesiastiche, erano un po’ più complicate.

Prima dell’unità d’Italia, la Chiesa possedeva diversi territori della penisola centrale e il suo capo, cioè il Papa, non è sempre stato un esempio di bontà e misericordia.

Giovanni XII: un adolescente dissoluto sul soglio di Pietro

Giovanni XII

Giovanni XII

Ebbene sì, c’è stato un tempo in cui il Papa era l’esatto contrario di quello che conosciamo oggi.

Era giovane, sessualmente attivo, anzi fin troppo attivo e pagano: il sommo pontefice in questione era Papa Giovanni XII, il 130° della chiesa cattolica.

Siamo in un tempo assai remoto, nel X secolo d.C.

A Roma in quel periodo, il principe Alberico aveva assunto il potere nell’Urbe e mirava a riunificare in una sola figura il potere spirituale e quello militare.

Con il benestare dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Ottone di Sassonia, Alberico fece sì che alla morte dell’allora Papa Agapito II, suo figlio Ottaviano rilevasse la carica.

Fu così che nel 955 d.C., il popolo di Roma assistette all’elezione di Papa Giovanni XII, l’uomo che riunì il potere spirituale con quello temporale.

Pur non avendo l’età per farlo, Ottaviano divenne pontefice a sedici anni, un adolescente alla guida del papato che si
contraddistinse per vizi, passioni carnali e ambizioni di potere: non proprio una santità!

Probabilmente a causa della sua discendenza nobile e degli ambienti che frequentava, il giovane Ottaviano non aveva avuto una buona formazione, quella degna di un papa ed una volta entrato nel Palazzo Laterano ne combinò di cotte e di crude.

Aveva una passione smodata per le donne e per i giovani, le sue stanze pullulavano di prostitute, un vero e proprio harem che foraggiava con doni e denari.

Appassionato di caccia, al gregge del suo popolo preferiva la selvaggina dei boschi.

Per non farsi mancare nulla, amava bere e ubriacarsi, brindando spesso e volentieri in onore degli antichi dei pagani, il tutto completato da atti di violenza a titolo personale e azioni di guerra nei confronti dei ducati vicini.

La Chiesa allo sbando e l’intervento dell’Imperatore

L’imperatore, dato l’andazzo, decise che fosse meglio passare un po’ di tempo a Roma con il giovane pontefice, onde evitare che la situazione peggiorasse ulteriormente.

Cosi nel 962 d.C. Ottone attraversò le Alpi con il suo esercito per trascorrere le festività natalizie nell’Urbe.

In sua presenza, Ottaviano si acquietò, giurò fedeltà e la situazione almeno per il momento tornò ecclesiasticamente tranquilla.

Terminate le festività, con la partenza in Germania dell’imperatore, tutto tornò esattamente come prima.

Le prostitute furono richiamate dai bordelli, perfino le donne in giro da sole per la città, venivano rapite dagli
uomini del papa.

Il Vaticano si coprì di debiti, i tetti dei palazzi crollavano e le fogne straripavano in mezzo alle strade.

Come se non bastasse, Giovanni cominciò a tramare alle spalle di Ottone.

Quest’ultimo, saputa la notizia, si mosse nuovamente verso San Pietro con l’intenzione di spodestare Giovanni.

Il giovane papa, come un ragazzo timoroso della punizione in arrivo, salì in carrozza con due amanti e fuggì verso un castello fuori città.

I romani, esasperati, aprirono le porte a Ottone e lo accolsero come un liberatore.

Venne istituito un sinodo per processare Ottaviano che nel frattempo spedì una lettera con la quale scomunicava l’imperatore e i componenti del sinodo e lanciava un anatema verso il nuovo eletto papa Leone VIII.

Il fatto bizzarro e un po’ comico comincia adesso.

Il ritorno di Giovanni XII, la vendetta e la morte

Giovanni XII

Il Papa viene buttato dalla finestra da un marito geloso

I romani, adirati per essere stati esclusi dalla scelta del nuovo pontefice, si scagliarono contro i soldati imperiali e per poco non ci lasciò le penne Ottone.

Dopo qualche settimana l’imperatore partì in guerra e fu allora che approfittando del malcontento del popolo verso il nuovo pontefice, Giovanni ritornò a Roma, con la conseguente fuga di Leone VIII.

La cosa che fa sorridere è che i romani lo accolsero a braccia aperte: probabilmente si ritrovavano nei suoi vizi.

A quel punto cominciò la vendetta di Giovanni: processò tutti coloro che lo avevano diffamato durante il sinodo e li fece mutilare orribilmente.

Siamo nel 964 d.C. e dopo alcuni mesi dal suo ritorno, papa Giovanni XII morì, esattamente il 14 maggio, forse ucciso dal marito di qualche sua amante.

Le fonti dicono che fu buttato dalla finestra.

All’età di ventisette anni lasciò il mondo terreno per finire non si sa bene dove, sicuramente non nella cerchia dei santi.

In fondo, questo ragazzo aveva trasformato la Chiesa nel peggiore bar di Caracas (Articolo scritto e inviato da Mauro Napoliello) (Foto da: festivaldelmedioevo.it, ilmessaggero.it, fattiperlastoria.it e festivaldelmedioevo.it).

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Vivere nell’Alto Medioevo: Manuale di Sopravvivenza https://www.pilloledistoria.it/13029/medioevo/vivere-nellalto-medioevo-manuale-di-sopravvivenza https://www.pilloledistoria.it/13029/medioevo/vivere-nellalto-medioevo-manuale-di-sopravvivenza#respond Sun, 19 Apr 2020 00:06:01 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=13029 Donne nel Medioevo L'articolo che segue, Vivere nell'Alto Medioevo: manuale di sopravvivenza, è stato inviato a Pillole di Storia da Mauro Napoliello, un appassionato di storia e di scrittura. Nel ringraziarlo per la collaborazione, vi invito caldamente a leggere il post, che sostanzialmente è un breve ma esauriente excursus sugli aspetti peculiari della [...]

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vivere nell'alto medioevo

Donne nel Medioevo

L’articolo che segue, Vivere nell’Alto Medioevo: manuale di sopravvivenza, è stato inviato a Pillole di Storia da Mauro Napoliello, un appassionato di storia e di scrittura.

Nel ringraziarlo per la collaborazione, vi invito caldamente a leggere il post, che sostanzialmente è un breve ma esauriente excursus sugli aspetti peculiari della vita in Italia in piena epoca medievale.

Buona lettura.

 

 

vivere nel Medioevo

Vivere nell’Alto Medioevo: scena familiare

Immaginate di trovarvi nell’ Alto Medioevo, sul suolo italico.

Siamo ormai lontani dai fasti dell’impero romano, la penisola è stata logorata in lungo e in largo da mutamenti politico-sociali, continue invasioni, malattie e calo demografico, completano il quadro.

Vivere nell’Alto Medioevo: condizione della popolazione, campagna e città

vivere nell'alto medioevo

Lavoro nei campi nel Medioevo

Gran parte della popolazione vive nei latifondi fortificati dei signori locali, molto più sicuri rispetto alle città ridotte in degrado.

Perfino Roma, per secoli capitale del mondo antico, è in rovina.

Per quello che riguarda il lato culturale del momento, l’ignoranza dilaga.

Gli unici custodi del sapere umano sono i monaci rifugiati nei monasteri, i soli luoghi dove verranno custoditi gli antichi testi.

Piccola menzione per la zona dell’impero romano d’oriente: nei confini di Costantinopoli, sostanzialmente, non si hanno troppi grattacapi.

L’imperatore è ancora al suo posto e i meccanismi societari, sono tutti funzionanti.

Sarà qui, che il mondo arabo apprenderà le basi della propria cultura.

Detto questo, analizzando la situazione sotto vari aspetti, è chiaro che se vivevate nell’ Italia feudale, avreste capito perché quei periodi sono stati battezzati secoli bui.

La vita quotidiana era ovviamente diversa in base allo stato sociale.

I nobili erano la parte più privilegiata.

Chi possedeva un feudo, riscuoteva delle imposte dai suoi servi.

In cambio si impegnava a fortificare la proprietà e in caso di attacchi nemici, a difendere con i suoi soldati, i coloni.

I contadini lavoravano nel latifondo, gli sforzi erano tanti e il guadagno piuttosto misero.

Vivere nell’Alto Medioevo: malattie e medicina

Le disparità sociali da sempre nei secoli sono state enormi, ma una cosa accomunava il povero ed il ricco: la malattia.

Le competenze in campo medico dell’Alto medioevo erano scarse, si moriva di dissenteria ad esempio.

Anche i nobili, nonostante si potessero permettere le cure, avevano a che fare con medici totalmente impreparati, non esistevano farmaci e non si conosceva il corpo umano.

Da quando l’uomo antico aveva scelto di vivere nelle città, sotto il punto di vista medico, aveva dimenticato quelle
conoscenze primitive, che sfruttava per guarire alcune malattie.

Si dovrà attendere fino alla scoperta dell’America per riscoprire grazie agli indigeni, quelle antiche nozioni che porteranno l’uomo alla medicina moderna.

Venivano usate le spezie come medicinali, perfino perle e pietre preziose sminuzzate, poiché il pensiero del tempo era quello che più fosse pregiata la materia, maggiore sarebbe stata la sua efficacia.

A questo punto viene facile dedurre, che probabilmente se non si andava dal medico, si campava di più in certi
casi.

L’uomo medievale aveva un’aspettativa di vita non delle migliori, non solo dal punto di vista medico.

L’alimentazione e la guerra

Cibi nel Medioevo

L’alimentazione del contadino era basata su quello che gli dava la terra, anzi quello che gli lasciava il padrone della terra.

Se era fortunato e vicino c’era un bosco, magari poteva avere il lusso di cacciare un po’ di piccola selvaggina e raccogliere qualche fungo.

Discorso diverso per i nobili.

La carne era l’alimento per eccellenza nella loro dieta, tanto è vero che si moriva facilmente di malattie causate da questo tipo di alimentazione, come la gotta.

E se si doveva andare in guerra?

Anche in questo caso, la differenza sociale la faceva da padrone.

Capitava che il duca dovesse muovere guerra contro un altro regno e non essendoci più eserciti regolari dai tempi dei romani, venivano chiamati alle armi i feudatari, nobili e contadini al seguito.

Chi aveva le possibilità economiche, si poteva permettere armatura, armi e cavallo e i meno abbienti si arrangiavano con mezzi propri, alla bene e meglio.

I sovrani non fornivano equipaggiamenti per andare in guerra, si dovrà attendere l’epoca moderna per rivedere eserciti regolari con uniformi e armi tutte uguali.

L’igiene e la legge

vivere nell'alto medioevoPer quanto riguarda l’igiene non ne parliamo, non si badava molto a questo aspetto, ci si lavava poco e non esistevano bagni.

A causa dell’imbarbarimento sociale, nelle città le fogne traboccavano, non si avevano più le conoscenze per far funzionare tali servizi.

Altro elemento che contraddistingue questo periodo sono le leggi e la loro applicazione: il sistema era quello barbarico, la legge del taglione, a danno ricevuto veniva inflitta una punizione di egual misura e spesso ci scappava il morto.

Il giudice era il signore locale che doveva risolvere i conflitti all’interno del suo feudo, non si seguivano leggi scritte, il sapere era tramandato a voce.

La religione

Per finire, una caratteristica importante, la ritroviamo nell’ambito religioso.

Siamo in un periodo dove il cristianesimo è professato in tutto il mondo occidentale e l’uomo medioevale è profondamente devoto e superstizioso.

Il clero è rispettato, i regnanti ripongono nelle mani dei vescovi e del papa, le loro speranze; il potere di promettere
protezione terrena e soprattutto ultraterrena, fa del papato nel corso dei secoli, un vero e proprio stato ricco e potente foraggiato da nobiltà e plebe.

Per fare un esempio di come la Chiesa fosse potente ed influisse nel quadro politico dell’Europa, basti pensare alle vicende che hanno fatto crollare il regno Longobardo.

A metà dell’ VIII secolo d.C., Papa Adriano I, sotto la minaccia del re dei Longobardi Desiderio alle porte dell’Urbe, consapevole di non essere in grado di respingere un tale esercito, chiamò in aiuto Carlo Magno.

Il re dei Franchi, in quel periodo, era in guerra con i Sassoni, ma alla chiamata del Papa si diresse velocemente verso l’Italia, questo perché il sovrano desiderava rimanere sotto la protezione ecclesiastica di Roma.

Il risultato, fu l’annientamento dei Longobardi.

Vivere nell’Alto Medioevo: conclusioni

In sintesi, l’uomo comune nell’ Alto Medioevo, viveva una vita molto dura, riponeva le sue speranze nella religione e in un buon raccolto.

Viaggiava poco, perché era pericoloso, se andava in guerra si arrangiava come poteva e se non andava dal medico era meglio.

Manuale di sopravvivenza, è un titolo un po’ ironico, per sdrammatizzare quei secoli della storia umana, dove l’uomo fu costretto a ripartire da una condizione quasi primitiva, che però saranno le fondamenta del Rinascimento (Articolo scritto da: Mauro Napoliello) (Foto da: skuola.net,  medioevo.altervista.org, paneefocolare.com, vanillamagazine.it  e  sutori.com.

Riferimenti bibliografici
Idro Montanelli, Roberto Gervaso L’Italia dei secoli bui: il medioevo sino al mille, Rizzoli 2018
Piero Angela, Alessandro Barbero Dietro le quinte della Storia, la vita quotidiana attraverso il tempo best Bur

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Pasticceria Rinascimentale: i Dolci più Diffusi e le Novità https://www.pilloledistoria.it/12977/storia-moderna/pasticceria-rinascimentale-dolci-novita https://www.pilloledistoria.it/12977/storia-moderna/pasticceria-rinascimentale-dolci-novita#respond Thu, 26 Mar 2020 07:01:40 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=12977 Sontuosa e varia pasticceria rinascimentale Quali caratteristiche aveva la pasticceria rinascimentale? Se nel Medioevo quest'arte era rimasta pressoché confinata fra le mura dei monasteri, a partire dal '500 essa tornò in auge e si diffuse anche fra la popolazione. La scoperta dell'America cambiò radicalmente la gastronomia e le abitudini alimentari europee (vedi anche: [...]

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pasticceria rinascimentale

Sontuosa e varia pasticceria rinascimentale

Quali caratteristiche aveva la pasticceria rinascimentale?

Se nel Medioevo quest’arte era rimasta pressoché confinata fra le mura dei monasteri, a partire dal ‘500 essa tornò in auge e si diffuse anche fra la popolazione.

La scoperta dell’America cambiò radicalmente la gastronomia e le abitudini alimentari europee (vedi anche: https://www.pilloledistoria.it/12401/storia-moderna/lo-zucchero-cucina-rinascimentale).

Alcuni cibi fino ad allora sconosciuti arrivarono sulle nostre tavole per non lasciarle mai più.

Tuttavia i gusti erano diversi e qualche tipico piatto sudamericano subì delle modifiche, anche i dolci.

La tipica cioccolata precolombiana, solo per fare un esempio, era considerata troppo piccante.

La pasticceria rinascimentale europea fece largo impiego di vaniglia e zucchero, ma anche il cacao entrò prepotentemente negli impasti.

Le novità introdotte?

Vanno segnalati innanzitutto i confetti, più o meno gli stessi che conosciamo oggi, e la frutta candita.

Un dolce che pure andava per la maggiore era la cosiddetta “neve di latte”, a base di panna montata, zucchero ed aromi vari, molto simile alla odierna crema chantilly.

Infine si cominciò a sperimentare la pasta reale, fatta con le mandorle, una leccornia che conosciamo bene anche oggi.

Il linea generale possiamo dire che la pasticceria rinascimentale fu piuttosto ricca e decisamente meno ripetitiva e monotona rispetto a quella dei secoli precedenti.

Accanto alle novità tuttavia, si continuò con successo a preparare torte, biscotti e cialde di sapore più tradizionale (Foto da: blog.giallozafferano.it).

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Quarantena: Cos’è, cosa Significa, a cosa Serve e quali sono le Origini https://www.pilloledistoria.it/12918/medioevo/quarantena-cosa-significa-a-cosa-serve-origini https://www.pilloledistoria.it/12918/medioevo/quarantena-cosa-significa-a-cosa-serve-origini#respond Sun, 15 Mar 2020 06:41:29 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=12918 Il medico della peste In questo momento tutti noi italiani stiamo sperimentando sulla nostra pelle cosa sia la quarantena. Da giorni siamo chiusi in casa, ed altrettanto dovremo fare nei giorni a venire, per vincere la nostra guerra contro il Coronavirus. Lo dobbiamo a noi stessi e agli altri. Sicuramente molti di voi [...]

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quarantena

Il medico della peste

In questo momento tutti noi italiani stiamo sperimentando sulla nostra pelle cosa sia la quarantena.

Da giorni siamo chiusi in casa, ed altrettanto dovremo fare nei giorni a venire, per vincere la nostra guerra contro il Coronavirus.

Lo dobbiamo a noi stessi e agli altri.

Sicuramente molti di voi si saranno fatti domande su cosa significhi esattamente il termine stesso “quarantena”, perché si chiama proprio così e quale sia l’origine sia del nome che della prassi.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Quarantena: cos’è

La quarantena è una strategia sanitaria che consiste in un isolamento forzato, che serve ad arginare il contagio quando c’è il rischio di un’epidemia.

In pratica i soggetti malati si isolano da quelli sani, in maniera tale che non possano infettarli.

Quarantena: origine del termine

Il termine sta ad indicare “40 giorni”, ovvero quella che, una volta, era ritenuta la durata ideale della separazione fra persone infette e popolazione sana.

Oggi la quarantena non deve essere necessariamente di 40 giorni precisi, ma indica semplicemente la prassi in sé (a prescindere da quanti giorni effettivi essa duri).

Un po’ di storia

Quasi certamente le origini della quarantena risalgono al ‘300 e, precisamente, al drammatico periodo della cosiddetta peste nera.

Con questa espressione si indica quell’epidemia di peste che in pieno Medioevo, dal 1348 al 1359, si diffuse in Europa causando milioni di morti (vedi anche: https://www.pilloledistoria.it/3708/storia-moderna/peste-grandi-epidemie-storia).

Fu proprio allora che si verificò la prima quarantena della storia.

Nel 1347, quando un vascello proveniente dall’Oriente attraccò nel porto di Ragusa (odierna Dubrovnik, Croazia), le autorità imposero ai passeggeri della stessa di non scendere prima che fossero trascorsi 30 giorni, poi divenuti 40.

Ciò serviva ad essere certi che nessuno degli stranieri  fosse affetto da un morbo che avrebbe potuto poi trasmettere alla cittadinanza.

Il nuovo metodo piacque agli europei, che da allora lo adoperarono con successo anche in seguito.

I lazzaretti

quarantena

Il lazzaretto per i malati di peste ne I promessi sposi

Chi ha letto i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (spero tutti!), di sicuro ricorderà la magnifica descrizione del lazzaretto che accoglie i malati di peste.

Ebbene, i lazzaretti vennero creati proprio con il preciso scopo di fungere da centri di isolamento per gli appestati, che qui restavano nella speranza di guarire, ma a distanza dalla popolazione sana, che così non correva o allontanava al massimo il rischio di infettarsi.

La quarantena resta a tutt’oggi la migliore arma di difesa contro le malattie contagiose.

In passato venne usata anche per la lebbra e la sifilide, recentemente per Ebola ed ora, purtroppo, per il Coronavirus.

Dunque restiamo tutti a casa e difendiamoci (Foto da: ilpost.it e promessisposi.weebly.com).

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Uova di Gallina (Intatte!) di 1700 Anni Fa Ritrovate in Inghilterra https://www.pilloledistoria.it/12870/notizie/uova-di-gallina-1700-anni-fa https://www.pilloledistoria.it/12870/notizie/uova-di-gallina-1700-anni-fa#respond Tue, 10 Mar 2020 02:40:14 +0000 https://www.pilloledistoria.it/?p=12870 L'uovo rinvenuto in Inghilterra Provengono da un sito romano presso Aylesbury, in Inghilterra, quattro uova di gallina di circa 1700 anni fa. Incredibilmente, esse erano del tutto intatte! Si trovavano all'interno di un pozzo di epoca romana insieme ad altri oggetti, in gran parte scarpe e cose realizzate in legno. Purtroppo, al momento [...]

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uova di gallina di 1700 anni fa

L’uovo rinvenuto in Inghilterra

Provengono da un sito romano presso Aylesbury, in Inghilterra, quattro uova di gallina di circa 1700 anni fa.

Incredibilmente, esse erano del tutto intatte!

Si trovavano all’interno di un pozzo di epoca romana insieme ad altri oggetti, in gran parte scarpe e cose realizzate in legno.

Purtroppo, al momento del recupero, tre di queste uova di gallina si sono rotte ed ora, al vaglio degli esperti, ne resta solo una.

Il prezioso e fragile reperto si trova adesso al sicuro in una teca di plastica, avvolto in un tessuto privo di acidi.

Il contatto con determinate sostanze infatti, potrebbe danneggiare irrimediabilmente il guscio.

Dopo le analisi di rito, verrà esposto al Buckinghamshire County Museum insieme agli altri cimeli.

Secondo gli esperti il ritrovamento è eccezionale sotto diversi punti di vista, anche perché sembra incredibile che la terra abbia conservato per così tanti secoli oggetti così delicati.

In altre parole, nessuno si sarebbe aspettato di ritrovare un giorno delle uova così vecchie e persino integre (vedi anche https://www.pilloledistoria.it/5106/preistoria/scoperto-in-polonia-meteorite-preistorico).

Una curiosità: i membri del team di archeologi impegnati negli scavi, hanno affermato che, dopo la loro rottura accidentale, le uova emanavano un fetore incredibile.

Se volete saperne di più cliccate qui: https://www.quotidiano.net/magazine/uova-marce-romane-1.4930711 (Foto da: oltre-la-notte.blogspot.com).

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