tacchi alti

Cavaliere con tacchi alti

Anticamente gli uomini, spesso, indossavano scarpe con i tacchi alti.

Vi sarà certamente capitato di notarli in alcune vecchie raffigurazioni e in dipinti d’epoca.

Lungi da me ripercorrere anche a grandi linee la storia delle calzature, che è lunga quanto la notte dei tempi, in questo post mi limiterò a segnalare alcune delle tappe più importanti di tale usanza: le trovate di seguito.

Uomini con i tacchi alti: dall’antica Grecia a Luigi XIV

Oltre agli attori di teatro greci e romani per i quali faceva parte del costume di scena, fra i primi ad indossare i tacchi alti vi furono i cavalieri persiani.

La motivazione era del tutto pratica, non modaiola, in quanto tali “rialzi” si rendevano utili per restare saldi sulle staffe dei cavalli mentre si tiravano frecce al galoppo.

L’abitudine venne acquisita e si diffuse rapidamente dall’Oriente all’Occidente nel corso del XVI secolo, in concomitanza con l’espandersi dei commerci dall’una all’altra parte del pianeta.

Più o meno nello stesso periodo e per molto tempo a seguire, i tacchi furono usati da gran parte dell’aristocrazia europea per distinguersi dai popolani.

La scomodità di queste scarpe, infatti, era tale da impedire lo svolgersi delle normali attività quotidiane e pertanto se le si poteva sfoggiare ai propri piedi voleva dire che non si aveva la necessità di lavorare!

Più i tacchi erano alti più lo status sociale era elevato.

Tra i più celebri utilizzatori di questo tipo di calzature ci fu Luigi XIV, il Re Sole (1638-1715); fu lui ad ordinare che gli uomini della corte indossassero esclusivamente tacchi rossi, il colore della ricchezza (Foto da: maestriciccone.com).

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About the Author: Maria Paola Macioci