Testo della tassa sul celibato (1927)

Testo della tassa sul celibato (1927)

Vita dura per gli scapoli incalliti nell’Italia degli anni ’30, soprattutto per quelli che avevano un’età compresa fra i 25 ed i 65 anni.

Allo scopo di incrementare i matrimoni e le nascite infatti, Benito Mussolini introdusse la cosiddetta tassa sul celibato, che consisteva in una somma di denaro da versare allo Stato da parte di tutti i single maschi appartenenti a quella fascia anagrafica.

Per la precisione, chi aveva dai 25 ai 35 anni doveva pagare 70 lire all’anno (più o meno 55 euro odierni) poi, man mano che l’età aumentava l’aliquota scendeva, fino ad arrivare a “sole” 50 lire, mentre dai 66 anni in su si era (finalmente!) esentati.

Nelle intenzioni del Duce l’imposta avrebbe dovuto portare ad un incremento della popolazione e dell’esercito, ma i risultati raggiunti furono tutt’altro che eccezionali (Foto da: binrome.com).