Ringrazio la rivista Vivesani per aver menzionato il mio blog

[lightbox link=”https://www.pilloledistoria.it//wp-content/uploads/2014/05/096r.jpg” thumb=”https://www.pilloledistoria.it//wp-content/uploads/2014/05/096r-231×300.jpg” width=”231″ align=”center” title=”Cucina Medievale: una pagina del Libro della cocina” frame=”true” icon=”image” caption=”Cucina Medievale: una pagina del Libro della cocina”]Il Libro della cocina, scritto da un anonimo toscano, probabilmente senese, nella prima metà del  ‘400, fu il capostipite di un filone di testi culinari destinati alla classe media invece che ai cuochi di corte, coloro che erano a servizio delle famiglie nobili del tempo.

L’autore, che per essere meglio compreso dai suoi lettori scrisse in volgare, fornì nell’opera ricette quasi certamente tratte ed elaborate da testi più antichi, e rappresenta pertanto un’ottima fonte per comprendere i tratti essenziali e caratteristici della gastronomia italiana medievale.

Un esempio dello stile, del tono e del tipo di cucina sanciti nel libro, è questa ricetta per preparare la zuppa toscana, che riporto testualmente:

“Togli [prendi] pane rotondo […]; friggilo in padella con lardo fresco e gittavi su bone spezie, e togli pane abbrusticato e distemperalo col grasso che sia caduto di pavoni, e gittalo sopra il pane fritto […]; e di sopra gittavi zuccaro o succhi acetosi; e mangia” (Anonimo toscano, XV secolo).

La pietanza è del tutto improponibile secondo i principi dietetici moderni, ma storicamente mostra alcuni elementi tipici della cucina medievale, come l’utilizzo abbondante di grassi e spezie (https://www.pilloledistoria.it//1594/medioevo/cucina-medievale-spezie), ed anticipa quella tendenza all’uso massiccio di zucchero che sarà propria del secolo successivo (Foto da: culturagastronomica.it)

 

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About the Author: Maria Paola Macioci