Ringrazio la rivista Vivesani

L’autore, che per essere meglio compreso dai suoi lettori scrisse in volgare, fornì nell’opera ricette quasi certamente tratte ed elaborate da testi più antichi, e rappresenta pertanto un’ottima fonte per comprendere i tratti essenziali e caratteristici della gastronomia italiana medievale.
Un esempio dello stile, del tono e del tipo di cucina sanciti nel libro, è questa ricetta per preparare la zuppa toscana, che riporto testualmente:
“Togli [prendi] pane rotondo […]; friggilo in padella con lardo fresco e gittavi su bone spezie, e togli pane abbrusticato e distemperalo col grasso che sia caduto di pavoni, e gittalo sopra il pane fritto […]; e di sopra gittavi zuccaro o succhi acetosi; e mangia” (Anonimo toscano, XV secolo).
La pietanza è del tutto improponibile secondo i principi dietetici moderni, ma storicamente mostra alcuni elementi tipici della cucina medievale, come l’utilizzo abbondante di grassi e spezie (https://www.pilloledistoria.it//1594/medioevo/cucina-medievale-spezie), ed anticipa quella tendenza all’uso massiccio di zucchero che sarà propria del secolo successivo (Foto da: culturagastronomica.it)
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