Villaggio vichingo

Villaggio vichingo

Quali caratteristiche aveva la cucina dei Vichinghi?

In cosa consisteva, in genere, un tipico pasto vichingo?

Questi antichi abitanti di quella zona del Nord Europa che corrisponde all’incirca alle attuali Scandinavia e Danimarca, celebri anche per il fisico possente e la spiccata connotazione guerriera, per quanto riguardava l‘alimentazione dovevano accontentarsi di ciò che offriva il loro territorio, non molto per la verità.

Il clima era infatti troppo rigido per consentire la crescita di numerose specie di ortaggi e la neve, che per tutti i lunghi mesi invernali da Ottobre a Febbraio imbiancava completamente il paesaggio, non faceva che peggiorare la situazione.

La cucina dei Vichinghi doveva dunque adattarsi alle esigue possibilità offerte dalla natura.

La più grande risorsa era rappresentata dalla caccia e di conseguenza le carni costituivano uno dei piatti di base della loro gastronomia.

Sulle tavole imbandite comparivano ogni giorno diverse specie animali abbrustolite o affumicate, ma una delle pietanze più prelibate, da riservare magari alle occasioni speciali, era il serpente in casseruola, in genere aromatizzato con aglio e timo.

Anche i formaggi erano molto apprezzati.

Le “posate” dei vichinghi consistevano in ciotole di legno e coltelli.

Le bevande, soprattutto birra e idromele, venivano invece servite all’interno di corna di bue; l’usanza era quella di bere tutto il contenuto in una sola grande sorsata, tanto che il corno poteva essere nuovamente posato sulla tavola solo quando restava completamente vuoto.

In pratica, un invito alla sbronza, affatto rara durante i pranzi dei Vichinghi. (Foto: storiamedievale.it )