Una seduta nel Senato dell'Antica Roma

Una seduta nel Senato dell’Antica Roma

L’articolo che segue lo scrissi qualche anno fa per il portale notizie.it.

Esso riguarda una seduta nel Senato romano rimasta celebre per l’offesa che Cicerone rivolse a Cesare, apostrofandolo senza mezzi termini come omosessuale “passivo“, una caratteristica mal tollerata, e considerata disdicevole, non solo dal grande oratore ma dai romani in genere.

 

Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone

Marco Tullio Cicerone considerava l’omosessualità una debolezza indegna del comportamento che un vero civis romano avrebbe dovuto tenere, pensiero in verità comune nella società romana, in cui la pederastia era ammessa solo se machista, mentre quella “passiva” era ripetutamente oggetto di scherno e rimproveri.

Giulio Cesare era notoriamente bisessuale, e tutti a Roma erano a conoscenza del debole che provava per Nicomede, re di Bitinia (vedi http://www.pilloledistoria.it/2875/storia-antica/presunta-bisessualita-giulio-cesare-storia-nicomede); questa liaison amorosa provocava ironie continue soprattutto da parte degli oppositori politici di Cesare, uno dei quali, un giorno, davanti a una folla piuttosto numerosa, lo salutò sarcasticamente chiamandolo “regina”.

Cicerone andò oltre, apostrofandolo con una battuta salace addirittura nel pieno di una discussione all’interno del Senato; mentre Cesare era intento ad elencare i benefici ricevuti da Nicomede, l’oratore di Arpino lo interruppe gridando: “Lascia perdere, ti prego, dal momento che è ben noto quello che lui ti ha dato e quello che tu hai dato a lui”.

E i membri dell’assemblea non dovettero fare una grande fatica per capire a cosa si riferisse (Articolo tratto da: notizie.it(Foto da: culturaeculture.it e memorizzare.eu).