///Firenze, 1300: l’Abbigliamento Maschile

Firenze, 1300: l’Abbigliamento Maschile

[lightbox link=”http://www.pilloledistoria.it/wp-content/uploads/2014/04/220px-46-aspetti_di_vita_quotidiana_discrezione_Taccuino_Sanitatis_detail2_.jpg” thumb=”http://www.pilloledistoria.it/wp-content/uploads/2014/04/220px-46-aspetti_di_vita_quotidiana_discrezione_Taccuino_Sanitatis_detail2_.jpg” width=”220″ align=”right” title=”Abbigliamento maschile medievale” frame=”true” icon=”image” caption=”Abbigliamento maschile medievale”]Come ci si vestiva nella Firenze del 1300, all’incirca al tempo di Dante Alighieri?

Cominciamo dal pittoresco abbigliamento maschile, che tante volte abbiamo potuto ammirare nei film ambientati nel tardo Medioevo.

All’epoca gli uomini indossavano una gonnella lunga dal collo alle caviglie, a volte, ma non sempre, stretta in vita da una cintura, sulla quale si infilava la guarnacca (anche detta guarnaccia o gamurra), una specie di mantello a maniche larghe, di lana per l’inverno e di seta per l’estate, e foderato di pelliccia, ovviamente, solo per i ricchi.

Al di sopra di tutto il resto si metteva il lucco, un altro mantello tipicamente fiorentino dal caratteristico cappuccio a punta, che fungeva da soprabito.

I tipi di stoffa utilizzati per confezionare abiti dipendevano dalla disponibilità economica di chi doveva sfoggiarli, pertanto se i poveri dovevano accontentarsi di tessuti grezzi a basso costo, spesso mal rifiniti e di foggia piuttosto grossolana, i ricchi potevano permettersi panni leggeri e preziosi, finemente lavorati; il contrasto tra l’abbigliamento dei ceti alti e quelli bassi era talmente evidente da essere sufficiente, da solo, ad indicare la classe di appartenenza di ciascuno.

A ciò contribuiva la scelta dei colori, che per alcune categorie sociali era obbligata, come il rosso acceso per giudici e notai o il rosso scarlatto per i cavalieri, che rifinivano il look con calze alte fino a metà coscia e una soletta in cuoio nel punto in cui poggiava la pianta del piede.

Anche tra le calzature, naturalmente, sussistevano evidenti differenze a seconda del livello sociale, pertanto gli stivali o i tipici calzari in cuoio erano riservati a chi poteva concederseli, mentre i poveri si limitavano ad indossare dei rudimentali zoccoli sui piedi nudi, anche nei mesi freddi.

I cappelli, i cui modelli più in voga erano a punta o a turbante, erano riservati ai cittadini altolocati, a differenza dei poveri, che invece giravano per la città a capo scoperto, mentre barba e capelli lunghi erano sinonimo di eleganza.

Una curiosità: le calze erano volutamente aderenti sulle parti intime per fare sfoggio della propria virilità, un’usanza non troppo raffinata, che era oggetto di pesanti critiche da parte dei predicatori (Foto da: wikipedia.org)

 

 

 

By | 2014-04-25T03:09:13+00:00 aprile 25th, 2014|Medioevo, Società Costumi Vita Quotidiana|0 Commenti

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