////I Dolci nella Cucina dell’Antica Roma. Una Ricetta per Fare i Biscotti (con Video)

I Dolci nella Cucina dell’Antica Roma. Una Ricetta per Fare i Biscotti (con Video)

[lightbox link=”http://www.pilloledistoria.it/wp-content/uploads/2014/04/127.jpg” thumb=”http://www.pilloledistoria.it/wp-content/uploads/2014/04/127-217×300.jpg” width=”217″ align=”left” title=”Affresco della Villa di Oplontis che ritrae uno dei dolci tipici della cucina romana” frame=”true” icon=”image” caption=”Affresco della Villa di Oplontis che ritrae uno dei dolci tipici della cucina romana”]Su una parete del triclinio della Villa di Oplontis (Napoli) che gli studiosi attribuiscono a Poppea, è ancora perfettamente visibile un affresco che raffigura un prezioso tavolino con sopra un dolce dall’aspetto decisamente invitante, di forma circolare, colorato di rosso e guarnito con frutta.

E’ stato impossibile risalire alla ricetta originale di questa delizia, ma pare che si trattasse di una specie di “cassata siciliana” a base di marzapane e frutta secca, quasi certamente un raffinato dessert servito nelle case dei ricchi (Poppea fu la seconda moglie di Nerone).

La torta è rappresentata insieme ad altri cibi comuni nei banchetti dell’Antica Roma, a testimonianza dell’importanza che i dolci rivestivano nell’ambito della gastronomia dell’epoca e non solo tra i ceti socialmente più elevati.

Ciò che sappiamo è che, a differenza di quanto accade oggi, i romani preferivano mangiare i dolci lontano dai pasti piuttosto che alla fine, e che tra gli ingredienti di base per la loro preparazione figuravano spesso la frutta secca, soprattutto noci e datteri, e il miele, che faceva anche da “legante” fra tutti gli altri componenti; ne è un chiaro esempio la ricetta per i biscotti fatti in casa (dulcia domestica) che riporto di seguito:

“Prendete datteri verdi senza nocciolo o disossatene di già maturi; riempiteli di noci o pinoli e pepe tritato; salate; friggete in miele caldo e servite”.

Doveva trattarsi di dolciumi abbastanza diffusi e di consumo quotidiano, certamente più di quanto non lo fosse quello immortalato ad Oplontis. (Foto da: www.beniculturali.it, video da www.youtube.it, Villa di Oplontis)

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2 Comments

  1. sara Feb 25, 2015 al 6:15 pm - Rispondi

    La traduzione fa pena. Per favore, correggetela!

    • Maria Paola Macioci Feb 25, 2015 al 11:01 pm - Rispondi

      Salve. Mi rendo conto che non è il massimo, ma è pur sempre un aiuto per gli utenti stranieri. E’ automatica, ma vedrò se si può fare qualcosa per migliorarla 🙂

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