///La Cucina nel Rinascimento: Ricetta di Bartolomeo Scappi per Cuocere l’Orata

La Cucina nel Rinascimento: Ricetta di Bartolomeo Scappi per Cuocere l’Orata

Opera dell'arte del cucinare di Bartolomeo Scappi, 1570 (da www.taccuinistorici.it)

Opera dell’arte del cucinare di Bartolomeo Scappi, 1570 (da www.taccuinistorici.it)

Se la gastronomia italiana è da sempre tanto apprezzata nel mondo, lo si deve anche alla sua tradizione secolare, ricca di fantasia, inventiva e di un incessante susseguirsi di riuscite sperimentazioni.

Ciò accadde principalmente nel ‘500, secolo che vide in Italia un’ imponente fioritura di libri di cucina e ricettari; Opera dell’arte di cucinare del cuoco papale e organizzatore di banchetti Bartolomeo Scappi, fu uno dei testi più innovativi della gastronomia rinascimentale.

Nel libro, pubblicato nel 1570, Scappi non si limitò ad insegnare la preparazione di sofisticate pietanze, ma si spinse fino a suggerire consigli di dietetica che potremmo definire moderni e nuovi metodi di cottura dei cibi, come infarinatura e impanatura, due tecniche che conferivano loro maggior sapore e gusto.

Opera dell’arte di cucinare conteneva, ovviamente, anche una gran quantità di ricette, le quali, lette oggi, oltre che divertenti si rivelano anche molto utili sotto il profilo storico, poiché ci aiutano a capire usanze, costumi e aspetti quotidiani di un certo tipo di società italiana cinquecentesca. 

Trovo la storia della gastronomia particolarmente simpatica da studiare e conoscere, pertanto ne tratterò a lungo sul mio blog, aiutandomi con passi tratti dai testi originali, ricette comprese.

Ecco una ricetta di Scappi su come cucinare l’orata:

“Piglinosi l’orate fresche, scaglionsi [togliere le scaglie] e levinosene gl’interiori. Ponganosi in un vaso di terra, con oglio, vino, acqua, agresto [aceto], sale, pepe, cannella, zafferano, prugne […] il verno, e l’estade cipollette, uva spina o agresto e facciasi cuocere. Nell’ultimo pongavisi una mano d’erbette battute” (da Opera dell’arte di cucinare, Bartolomeo Scappi, 1570).

Da notare l’ampio uso di spezie e la capacità di saper adattare un piatto alle diverse stagioni e a quanto esse erano in grado di offrire.

 

 

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2 Comments

  1. stefano aprile 5, 2014 al 3:30 pm - Rispondi

    Ciao…..sarebbe bello aprire una trattoria……per poter degustare…..queste ricette. …..farle ” rivivere….”……

    • Maria Paola Macioci aprile 5, 2014 al 8:23 pm - Rispondi

      Buona idea! Trovo molto divertenti le ricette di cucina dell’antichità

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