secondi piatti

Pasto rinascimentale. I secondi piatti erano quasi sempre a base di carne

Quali erano i secondi piatti più frequenti ed amati nel Rinascimento?

Quest’epoca si caratterizzò per i profondi mutamenti che riguardarono, anche, l’ambito culinario.

La gastronomia rinascimentale fu varia ed innovativa, molto diversa da quella dei secoli precedenti.

La scoperta del Nuovo Mondo inoltre, alla fine del ‘400, portò all’introduzione in tavola di cibi fino ad allora sconosciuti (vedi anche http://www.pilloledistoria.it/9675/storia-moderna/tavola-nellitalia-rinascimentale-cosa-si-mangiava).

Ma torniamo ai secondi piatti: cosa si mangiava?

Soprattutto molta carne.

Si diffuse notevolmente la carne di bovino, scarsissima nel Medioevo, ed i volatili.

Gru, aironi e pavoni divennero una costante dei banchetti negli ambienti più altolocati.

In proposito il Platina, uno dei più grandi chef del Rinascimento e di ogni tempo, scriveva che con la carne degli uccelli “si fanno le pietanze più delicate e molto più adatte alle tavole dei re e dei principi che a quelle degli uomini umili e di censo modesto”.

Dalle Americhe, giunse anche quello che veniva chiamato “gallo d’India”, ovvero il tacchino (Foto da: notizie.it).